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LA CURIOSITà DI ESPLORARE I POSTI IN CUI HO PAURA
May 22 THE STORY OF REGGAE AND SKA MUSICSLo ska, insomma è la "traduzione" giamaicana del rhythm'n'blues e dall'inizio degli anni Sessanta divenne popolarissimo non solo in Giamaica ma anche in Inghilterra, esportato da un intraprendente discografico, Chris Blackwell, che ottenne un grandissimo successo con il primo singolo della sua etichetta (Island), My Boy Lollipop, della giovanissima Millie Small. Lo ska e il rhythm'n'blues ebbero grande eco in Inghilterra soprattutto tra i Moods, una delle prime bande giovanili inglesi, ma in Giamaica attorno al 1966 lo stile di bands come gli Skatalites era già stato superato dalle prime forme evolute verso il reggae. La prima evoluzione fu il rocksteady, con personaggi come Alton Ellis, Max Romeo e soprattutto una giovane band vocale, quella dei Wailers, formati da Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer. Dal rocksteady si arriva quindi al reggae. Il reggae mette insieme tutti gli elementi della storia musicale giamaicana: il calypso, la musica rasta, lo ska e il rocksteady, il rhytm'n'blues e l'uso delle chitarre elettriche al posto dei fiati. Storicamente il primo singolo a proporre la parola reggae è Do the Reggay, di Toots and The Maytals, ma la maggior fortuna del reggae arrivò, soprattutto al di fuori dell'isola con Jimmy Cliff e Bob Marley and The Wailers. Molti giovani delle ultime generazioni non conoscerebbero nemmeno l'esistenza della Giamaica se non fosse per la sua musica, il reggae, e la sua stella più grande, Bob Marley. La musica giamaicana non è solo il reggae, anzi il reggae così come noi lo conosciamo è un frutto moderno della tradizione musicale dell'isola. Gli antenati più antichi del reggae sono i canti degli schiavi africani portati in Giamaica dagli spagnoli. Ma la prima forma di musica che trova ampia diffusione nell'isola è il calypso che arriva da Trinidad, e che rapidamente in Giamaica prende la forma del mento, una sorta di calypso più africaneggiante: decisamente più legato a tematiche sessuali, musica più cruda e ancora più diretta del calypso. Con il nascere dei primi gruppi stabili e con l'influenza del soul americano trasmesso dalle radio statunitensi, il mento inizio a trasformarsi in ska, passando attraverso le prime esperienze dei sound system, una sorta di grandi discoteche ambulanti che permettono la diffusione della musica anche in zone dove i dischi e le band normalmente non arrivano. I due più leggendari DJ dei primi anni Cinquanta, Duke Reid e Clement Dodd, erano anche, produttori dei dischi che loro stessi "programmavano" nei loro sound system. Sono stati anche i primi ad avere studi di registrazione nell'isola sufficientemente avanzati tecnologicamente per poter competere con la musica che arrivava dagli Stati Uniti.Ripercorrere la storia di Marley è in qualche modo raccontare la storia della prima musica prodotta alla "periferia dell'impero" che riesce a conquistare e a condizionare il mondo del rock angloamericano. La miscela esplosiva di passionalità, religione, impegno politico, rabbia e amore della musica di Marley, divenne rapidamente linguaggio giovanile comune per un'intera generazione di giovani europei e americani dalla metà degli anni Settanta. Alcuni dei suoi brani sono diventati quasi degli standards, canzoni entrate a far parte di quel lessico della musica popolare che rende melodie e parole slegate dal tempo e dai suoi autori. Basta pensare a No Woman No Cry, o Jamming, brani che infiniti artisti in tutto il mondo hanno riproposto e interpretato, proprio perché il messaggio di Marley riusciva, magicamente, a superare le barriere linguistiche, religiose, politiche e a farsi universale.
IL REGGAE IN AFRICA Gli artisti più conosciuti dell’ African Reggae Style sono Alpha Blondy e Lucky Dube. ALPHA BLONDY è stato il primo cantante reggae africano ad essere diventato famoso al di fuori dei confini del suo Continente. La sua è una storia particolare: studente alla Columbia University negli States, Seydu Kone (questo il suo vero nome), venne a contatto con la musica di Bob Marley e la cultura Rasta. Ne fu talmente preso che, una volta visitata la Giamaica, tornò in Costa D’Avorio e espresse ai suoi l’intenzione di diventare un cantante reggae (e di impostazione rasta per giunta) e da questi fu subito spedito dallo psichiatra. Ma i fatti gli diedero ragione. Alpha Blondy divenne subito famosissimo e tuttora è considerato in Costa D’Avoiro una specie di eroe nazionale. La musica di Alpha è un reggae caldo condito da convinzioni che spaziano dalla concezione rasta a quella musulmana ed ebraica, inoltre egli è un frequentatore assiduo degli studi giamaicani e degli WAILERS Il Sudafricano LUCKY DUBE, invece, era già famoso nel suo paese (benché poco più che un ragazzo) ancor prima di fare reggae, in quanto cantante di musica popolare. Ma il suo amore per la musica giamaicana e per il suo idolo PETER TOSH (a cui egli si rifà abbondantemente considerandosi suo successore) lo spinsero a pubblicare il suo primo album reggae “Rasta Never Die”. Questo disco fu bandito dalle radio e Lucky fu criticato dal suo stesso pubblico per aver abbandonato un tipo di musica (quella tradizionale) di sicuro successo per un genere tanto “pericoloso” (specie in quel paese). Ma anche in questo caso, i fatti diedero ragione all’artista, che per molti ha scalzato Alpha Blondy nella leadership del Reggae Africano e che al pari del suo collega Ivoriano ha realizzato tours acclamati anche in America. Lucky senza tema di smentite dice semplicemente di sé: “I am Reggae” (io sono il Reggae).
Sulla penisola italiana il Reggae non é assolutamente una novità: in seguito alla morte di Bob Marley nel 1981, il quale tenne con gran successo un concerto allo stadio San Siro di Milano (100,000 persone) e uno allo Stadio Comunale di Torino, la diffusione di questo ritmo fu inarrestabile. Più di 10 anni fa si costituirono una moltitudine di gruppi che proposero la loro musica nei Centri sociali (una sorta di centri giovanili con sedi amministrate autonomamente in luoghi occupati che andarono a formare centri giovanili, politica sociale, movimenti antifascisti, anarchisti e pacifisti). L’11 Giugno 2004 è uscita una raccolta degli ultimi tre album della band “FUECU SU FUECU”, un’antologia che ripercorre la seconda fase della loro carriera dal 1997 al 2003 passando da Reggae Party (1999), Musica Musica (2001) e Lontano (2003). Nella raccolta sono presenti 2 brani inediti “Fuecu su Fuecu” e “Friscu de Sira”.
Il 6 maggio esce “ACQUA PE STA TERRA” (Salento Sound System/V2 Records), quinto album dei salentini Sud Sound System (Nandu Popu, Don Rico, Terron Fabio, Papa Gianni e Gigi D), che suoneranno anche al concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni a Roma.
La loro esibizione è tra quelle che saranno trasmesse in diretta da Rai 3. I Sud Sound System presenteranno in anteprima alcuni brani del loro nuovo disco, accompagnati dalla Bag a Riddim Band, con la quale poi saranno in tour dal 5 maggio (il debutto è previsto al Rolling Stone di Milano).
“ACQUA PE STA TERRA” è un disco dancehall più maturo rispetto ai precedenti: il sound e l’aggressività sono più marcati ed arrivano dritti al cuore, grazie alla calda ed avvolgente voce di Nandu Popu e a quelle più incisive e taglienti di Don Rico e Terron Fabio.
L’album è impreziosito dal contributo di illustri artisti del panorama reggae:
- LUCIANO, con il suo reggae conscious in NOW IS THE TIME, brano dedicato all’ambiente: si chiede rispetto per la Terra, si combatte l’indifferenza, l’abuso e la mentalità moderna che disintegra tutto ciò che cresce intorno a noi;
- CHICO in ACQUA PE STA TERRA, brano dancehall in cui l’acqua, elemento indispensabile per l’umanità, è paragonata alla musica quale coscienza e ritmo nella vita delle persone; - GENERAL LEVY nell’immancabile brano di denuncia NU TE FA FUTTERE: si denuncia il sistema corrotto, malato, – “non ti vendere, non corrompere la tua anima”, uno dei messaggi più profondi e da sempre radicati nel Sud Sound System.
Le costanti collaborazioni con artisti internazionali di rilievo e la musica reggae jamaicana hanno permesso al dialetto salentino, da sempre il mezzo d’espressione del Sud Sound System, di diventare un linguaggio internazionale. Lo confermano le sempre più frequenti attività live nei maggiori festival reggae europei che hanno reso il Sud Sound System uno dei gruppi più interessanti del panorama reggae europeo.
Il primo videoclip estratto dall’album (che sarà in onda su Brand:New di MTV da lunedì 25 aprile) per la regia di Riccardo Struchil, è CIAO AMORE, una lettera d’amore che vede protagonista la voce di Nandu Popu, in cui traspare un’evidente ambivalenza: è la storia di un uomo, come di tanti salentini, che emigra dalla sua amata terra d’origine per fare fortuna e poter dare alla sua amata e ai suoi figli una vita migliore.
Il video è stato interamente girato in Salento in varie location dove vengono rappresentati i mondi del Sud Sound System. Importanti gli interventi dei djs Don Rico e Terron Fabio che imprimono con lo stile dancehall questo forte concetto.
W il REGGAE
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